Nozze regali…
May 27, 2011 Uncategorized No CommentsQuando si dice un matrimonio da fiaba…
(credits to Internet)
Quando si dice un matrimonio da fiaba…
(credits to Internet)
Evidentemente non c’era bisogno della riforma Gelmini per dare una batosta all’educazione Italiana.
Ecco i risultati del PISA 2009 (Programme for International Student Assessment, niente a che fare con l’omonima città).
A quanto pare i quindicenni italiani sono stati superati da quelli cinesi, estoni, polacchi, islandesi, americani (!!!), irlandesi, francesi, inglesi (!!!), ungheresi e portoghesi, tra gli altri. L’elenco completo si trova a questo link: http://www.oecd.org/dataoecd/54/12/46643496.pdf.
Lo scorso Maggio, quando ancora andava di moda parlare di PIIGS, il New York Times pubblicava questa eloquente immagine per descrivere il debito che i cinque “maiali” avevano tra loro e con il resto dell’Europa:
Oggi, dopo otto mesi e un default mancato della Grecia, l’Istituti Bruno Leoni ha realizzato un contatore in tempo reale del debito pubblico italiano, che (si prevede) raggiungera’ il 120% del PIL entro quest’anno. Pur non essendo un dato ufficiale, rende benissimo l’idea:
Anche la leggendaria America fatica a contenersi:
e persino qui nel Regno Unito il debito pubblico vola alto:
L’unica cosa “positiva” e’ che almeno esistono dei siti come UK Debt Bombshell che cercano di analizzare e spiegare le cause di un debito cosi’ alto.
Allo stesso tempo molte grandi aziende stanno incrementando i propri introiti ad un passo comparabile con i debiti pubblici. Ad esempio, pochi giorni fa Apple ha sorpassato Microsoft diventando la seconda azienda in termini di capitalizzazione. Anche Facebook, dopo aver ricevuto 450 milioni di dollari come investimento dalla Goldman Sachs, ha ricavi dell’ordine delle centinaia di milioni al mese.
Mi viene in mente una bella scena del film “Network” (1976) che potete guardare a questo link: http://www.youtube.com/watch?v=zI5hrcwU7Dk (al momento non e’ possibile includerlo in questo post).
Forse e’ vero che i confini sulle mappe geografiche hanno perso il loro senso, e che siano solamente l’evidenza di una politica divide et impera per cui ci sentiamo diversi e divisi, e qualcuno ne approfitta per accecare i popoli con il mito della guerra, assorbendone le ricchezze e le coscienze. A questo punto mi voglio permettere una nota di lirismo, citando una bella frase da “Il paziente inglese” che potrebbe essere una nota di ottimismo in questa spirale di profitti concentrati e debito globalizzato.
“Siamo noi i veri paesi, non le frontiere tracciate sulle mappe coi nomi di uomini potenti“.
Buon anno a tutti!
Ecco la copertura mediatica dei partiti politici nelle sei principali reti italiane, come riportato da Repubblica.
Nonostante le numerose critiche, la RAI e’ addirittura piu’ efficiente di Mediaset nel pubblicizzare il caro leader. Ecco quindi la prova che il governo sta investendo piu’ nel servizio pubblico che nel privato
In generale non sono un grande sostenitore dei banner, tranne quando questi vengono usati per sostenere una buona causa… e questo banner sostiene una buona causa.
Grazie a Orlando, a www.mercantedivenezia.org e indirettamente a giorgiamada per la doverosa correzione.
[...] durante la sua carriera, Mussolini si macchiò più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non avrebbe mai posto al governo un Mussolini). [...] Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi.
Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti. Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti.
Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani).
Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto.
Mussolini,uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.
In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.
Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita.
Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l’amante più valido, così Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo.
Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti , i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.
Elsa Morante
Pagina di diario, pubblicata su Paragone Letteratura, n. 456, n.s., n.7, febbraio 1988, poi in Opere (Meridiani), Milano 1988, vol. I, pp. L-LII; e anche in Alfonso Berardinelli, Autoritratto italiano, Donzelli, 1998, pp. 29-31.
Una delle composizioni più belle di Turlough O’Carolan.
Avvicinandosi al periodo natalizio fioccano i mercatini in finto vero stile tedesco… ma la Germania ha altre chicche da offrirci, come questo video.
Enjoy!
Girovagando per la rete mi sono imbattuto in un documentario di Riccardo Iacona con delle bellissime immagini che risvegliano l’amore per l’Italia e la sua storia, che è anche la mia.
Siccome sono storico dell’arte nel 50% dei miei cromosomi, e storico dell’arte in un’altra metà (quella dolce), metto qui il link: click. Buona visione!