La nuvola nera di Topolino
March 31, 2008 Uncategorized No CommentsHo avuto la fortuna di lasciare l’Italia all’inizio della campagna elettorale. E’ triste da dire, ma ogni giorno leggo i quotidiani italiani e provo un enorme senso di liberazione. Avrei pensato il contrario, cioè che leggere le notizie del Paese dove sono nato, dove vivono i miei genitori e i miei amici mi avrebbe provocato un enorme voragine di nostalgia alla bocca dello stomaco e una voglia smisurata di declamare le meraviglie dell’Italia agli inglesi tutti. E invece no. Solo una vasta, placida, disarmante pace.
Non è per l’economia che va male, per gli aumenti delle bollette, le morti sul lavoro o la mozzarella di bufala. E’ qualcosa di più opprimente, un nembo nero che tutto sovrasta, penetra, addormenta. La politica italiana è una nuvola, nessuno mette in tavola soluzioni reali e possibili. Solo parole intangibili, che come particelle di vapore si avvolgono seguendo moti browniani fino a trasformarsi nel proprio opposto. Non avendo idee concrete e realizzabili per salvare l’Italia, la campagna elettorale si trascina tra insulti, smentite e fraintendimenti, alleanze improbabili dettate dalla disperazione di restare a galla e far portare a casa lo stipendio ai figli, nipoti e parentame vario.
Giusto per fare un esempio, esistono siti (come www.voisietequi.it/posizione_partiti.html) che elencano più o meno in dettaglio le intenzioni dei vari partiti riguardo a varie tematiche. Ecco, io non me ne faccio niente! Qualcuno sa invece confrontare le soluzioni proposte, con i dettagli finanziari per attuarli e uno straccio di pianificazione? Se sembra una cosa difficile forse è perché nessuno ne parla, o forse perché nessuno ha realmente pensato alle soluzioni dei problemi. E allora di cosa si dovrebbe parlare in una campagna elettorale, del sesso degli angeli? Beh, sarebbe sempre meglio di quello che viene detto dai politici italiani. Parlano come se l’unica cosa importante fosse cosa succederà domani all’orticello degli elettori (e al proprio), non esiste un piano a lungo termine per il Paese (ah già, la TAV). Certo è comprensibile, vista l’età media dei politici… ma del resto loro fanno solo il loro mestiere, semplicemente perché gli viene permesso da decenni. Nessuno batte ciglio, anche se nella storia ci sono state proteste e rivolte per molto meno. Sembra che le persone abbiano smesso di pretendere e si accontentino di accontentarsi, e chi è più prepotente gode.
E’ qualcosa che fa stare male, e mi sento libero ogni volta che leggo il Corriere, che guardo una puntata di Ballarò o di Report… perché so di non essere più circondato da questa nuvola densa, e le notizie dell’Italia sono diventate una parentesi della mia giornata, un po’ come leggere Topolino insomma.
E per la prima volta sono contento di non votare.

