Il lavoro dei giorni scorsi mi ha tolto l’ispirazione di accendere il computer la sera, anche solo per scrivere sul blog. E’ un periodo di scadenze aziendali, la programmazione con Windows continua a farmi girare le scatole e la bella stagione rende tutto un po’ più difficile perché la testa se ne va in vacanza… Ma per fortuna tra pochi giorni in vacanza ci andiamo veramente Nel frattempo anche l’irritante e illogica monotonia di Windows è stata allontanata da un bel corso di formazione sulla grafica con linux embedded: finalmente un po’ di roba divertente e fatta come si deve! Breve nota tecnica: i momenti più emozionanti sono stati: 1) i primi pixel colorati ottenuti usando il frame buffer e 2) giocare a Tetris su un ARM9 su cui avevo compilato e installato X e le GTK+, usando i due tasti utente della scheda per i quali avevo scritto il driver. Lo so, mi diverto male!
Una delle prime cose che ho dovuto fare appena arrivato a Bristol è stato risolvere la “questione taiji”. Il passo successivo è la chitarra. Così la settimana scorsa avevo ho telefonato a una violinista di musica folk (qualunque cosa volesse dire) che cercava qualcuno con cui suonare. Mi ha dato appuntamento ad un pub di Clifton Village (un quartiere molto carino vicino a casa nostra) dove si svolgeva una session di musica irlandese e locale: praticamente un invito a nozze (musicali!). Per chi non sapesse esattamente cosa è una session, il concetto è molto semplice: si va al pub armati di strumento e voglia di suonare, ci si siede insieme agli altri musicisti e si suona tutti insieme; quando si vuole fare un pezzo, basta iniziarlo e gli altri seguono a ruota.
La serata è stata fantastica: eravamo una ventina di suonatori, tra violini, chitarre, flauti di ogni genere, bodhran, banjo e concertine; la musica si alternava tra brani irlandesi e canti di Bristol, nel dialetto incomprensibile di queste parti. L’atmosfera del pub aveva qualcosa di magico: le vibrazioni degli strumenti, il colore caldo del legno, le birre sopra i tavoli, gli anziani che cantavano, le persone che ascoltavano incantate e quelle che ballavano fuori dalla porta. Questo piccolo miracolo si ripete ogni lunedì Ho trovato un altro posto speciale di questa città che mi piace sempre di più.
Un altro aspetto tipico degli inglesi è l’amore per gli animali, un nobile sentimento nei confronti degli altri esseri viventi che condividono con noi l’esistenza su questo Pianeta… e gli inglesi amano gli animali a tal punto che nel Kent un ragazzo di 27 anni è stato arrestato perché sospettato di aver avuto una relazione “troppo intima” con una pecora. Il capo d’accusa ovviamente è sheep molestation.
Adesso inizio a preparare i bagagli per il nostro ritorno in Italia… da turisti. Per dieci giorni faremo finta di non sapere niente di politica, del lodo Alfano che è diventato legge (ennesima anomalia italiana), delle divise della “polizzia”, delle notizie italiane riportate in modo serio solamente dai giornali stranieri, della crisi economica che presto colpirà anche il settore IT.
Faremo i turisti insomma: o’ sole, o’ mare e o’ pesce. E finalmente o’ bidet
oggi in Italia molte persone sono andate in piazza a manifestare contro di lei. Sono sicuro che si deve sentire un po’ triste: tanto lavoro così mal ripagato. Ma non si preoccupi, le mie sono parole di conforto! La vorrei ringraziare, signor Presidente, per tutto ciò che ha fatto per me.
Un anno fa avevo un lavoro piuttosto interessante e degli ottimi colleghi, ma anche uno stipendio con il quale non avrei potuto pensare minimamente ad una famiglia. Grazie ad una legge italiana molti miei amici erano in condizioni anche peggiori, invischiati nel precariato fino a data da destinarsi. Inoltre la situazione economica del Paese non accennava a migliorare, le spese aumentavano e le prospettive per noi giovani erano grigie.
Poco prima delle ultime elezioni era evidente che avrebbe vinto il suo schieramento: questo ha dato lo slancio, a me ed alla mia ragazza, per fare una delle scelte più importanti della nostra vita. E’ anche grazie a lei che adesso abitiamo in un posto in cui è possibile incontrare persone sorridenti per la strada, dove alle cinque del pomeriggio i parchi pubblici si riempiono di giovani appena usciti dal lavoro e dove una donna non perde il lavoro per una gravidanza. E’ anche merito suo se adesso guadagno una cifra di tutto rispetto e posso progettare il futuro, se io e la mia ragazza siamo riusciti a prendere il coraggio a quattro mani, lasciare genitori, amici e sicurezze per venire qui.
Vorrei ringraziarla, signor Presidente, e la incoraggio ad andare avanti con le sue riforme. Magari non faranno bene al Paese, ma ogni volta che leggo i giornali ho la conferma di aver fatto la scelta giusta. Sono contento di trovarmi dove sono adesso, con la soddisfazione di essermi guadagnato un lavoro con le mie sole forze, senza aver chiesto favori o agevolazioni. Se proprio non ci sono alternative, spero che la stessa cosa possa succedere agli altri ragazzi italiani, che lei tiene così tanto in considerazione.
La ringrazio soprattutto, signor Presidente, perché ogni volta che la vita qui sembra difficile e mi prende la nostalgia delle persone che ho lasciato, mi basta sentir parlare di lei per dimenticare ogni problema e tornare a sorridere.
Cordiali saluti,
p
PS: le auguro buona fortuna per i suoi prossimi processi. Non se ne preoccupi troppo: sono sicuro che riuscirà a evitarli brillantemente come ha già fatto in passato.
Capita che talvolta l’ispirazione sparisca per un po’ e del resto c’è odore di vacanze nell’aria… ma soprattutto è successo ‘o miracolo!
Due settimane fa Alessandra era a Pisa e stava cercando un volo per andare in Sardegna il giorno dopo. Da lì avrebbe potuto usare skype – ci saremmo visti al pc insomma – e non vedevo l’ora. Il pomeriggio seguente mi telefona: “Sono in Portland Square” (il posto dove lavoro). Ci metto un po’ a capire… poi capisco! Mi precipito fuori dall’ufficio lasciando una scia di fumo alle mie spalle, scendo in strada e… “Ale!!!!!!“. Era lì, era tornata
Da brava persona romantica quale sono, il sabato mattina l’ho portata… ehm… a spalare la terra da Darren, un mio collega. Sta ristrutturando il suo basement e ogni tanto in ufficio cerca di reclutare qualche volontario per aiutarlo nel suo progetto di DIY (Do It Yourself). Ci siamo presentati in tenuta da lavoro e per mezza giornata abbiamo spicconato, spaccato il cemento con un martello da vichingo e riempito e svuotato carriole insieme ad altri due malcapitati colleghi, ma in fondo anche questo è un modo per fare amicizia.
La domenica successiva era la giornata nazionale del taijiquan e tanto per provare qualcosa di nuovo siamo andati a una lezione di taiji tenuta da un insegnante di karate. Beh che dire: nel karate sarà anche bravo ma nel taiji è… “particolare”, diciamo così. Fatto sta che alla prima pausa ce ne siamo filati via
Il resto della settimana è trascorso tra le frustrazioni informatiche (grazie Windows!) e la voglia di tornare a casa per vedere Ale.
Nel frattempo leggevo le notizie dall’Italia, soprattutto sul “sex gate” che vedrebbe coinvolto il nostro caro Silvio e il ministro delle pari opportunità Maria Rosaria Carfagna. Per spiegarlo in modo eloquente a Yannis mi è venuto in aiuto Google: è bastato cercare “mara carfagna” tra le immagini e il mio collega greco ha capito immediatamente la questione. Ah… probabilmente si vuole anche trasferire in Italia!
Proprio parlando con Yannis mi sono trovato a pensare ad un fatto curioso: quando a scuola studiavo Napoleone, nel libro si parlava di “sconfitta di Waterloo”. Credo che in Italia sia abbastanza comune adottare il punto di vista dei francesi, fosse anche per ragioni storiche. Suona quindi piuttosto strano sentir parlare di “vittoria di Waterloo”, che è esattamente ciò che è stato per gli inglesi. Beh a dirla tutta ci sono anche degli italiani che adottano l’ottica d’oltremanica, come dimostra questo video (click qui). Tutto è relativo, come diceva qualcuno…
Ieri Bristol ci ha regalato una nuova sorpresa: stavamo andando al centro commerciale (è tempo di saldi) quando ci siamo imbattuti nel carnevale! Eh sì, la stagione inglese è un po’ in ritardo… ad ogni modo era un carnevale con tutti i crismi – il St. Paul Carnival – in perfetto stile anglo-caraibico con tanto di costumi esagerati indossati da ragazze di colore (non sempre longilinee), un gruppo di samba e un forte odore di canne nell’aria. L’intera sfilata si svolgeva in Portland Square, proprio la piazza dove si trova il mio ufficio. Per la prima volta ci siamo tolti lo sfizio di assaggiare una candy apple, roba vista solo nei cartoni animati e nei fumetti di topolino. Un consiglio spassionato: non provatela mai: dopo che lo zucchero si è incollato prepotentemente ai denti passano tutte le fantasie!
Per concludere vi lascio con un bel video tratto da pi-Videoblog. A presto!