I signori degli anelli
September 27, 2008 Uncategorized No CommentsUn breve estratto dal video delle vacanze: la corsa all’anello di Osilo… in versione epica!
…Wim Wenders non è nessuno in confronto
Un breve estratto dal video delle vacanze: la corsa all’anello di Osilo… in versione epica!
…Wim Wenders non è nessuno in confronto
Eccomi in ritardo di un paio di settimane con l’aggiornamento del blog: a volte l’ispirazione fatica ad arrivare, nonostante le cose da raccontare non manchino.
Il fine settimana… di due settimane fa… non era un weekend qualunque, bensì l’Open Doors Day (hai capito!) in cui era possibile visitare molti posti della città normalmente chiusi al pubblico.
Abbiamo fatto la prima tappa alle Redcliffe Caves, le miniere da cui estraevano la sabbia per il vetro blu di Bristol, prodotto in loco sin dal XVII Secolo. Francamente non è rimasto molto da vedere, ma è stato interessante conoscere la storia di quel posto e di ciò che vi gravitava attorno. Abbiamo continuato la visita ad un paio di chiese, una delle quali è l’edificio più antico di Bristol rimasto in piedi nonostante i bombardamenti, e il giorno successivo ci siamo concessi un tè nella sala dell’antico municipio, con tanto di foto della regina e Union Jack… very british!

Purtroppo anche i giorni speciali sono scanditi dagli implacabili orari inglesi: alle 16:00 in punto le visite terminavano, e così ci siamo riportati a casa un discreto elenco di altri luoghi interessanti per l’anno prossimo.
Lo scorso fine settimana è stato veramente strepitoso: sotto un cielo azzurro e sgombro da nuvole si agitavano migliaia di persone, eccitate dal Bristol Festival. Oltre le bancarelle e il palco, la tecnologica Millenium Square era gremita di bambini urlanti che sguazzavano nell’acqua delle fontane, mentre un DJ non troppo convinto cercava di fare il comunque suo mestiere nonostante il ritmo frenetico, ossessivo e coinvolgente dei Bristol Samba… curioso vedere come i suoni sintetici della tecnologia non possano competere neanche lontanamente con i bassi viscerali del surdo e i ritmi che forse ci portiamo dentro da sempre.
La fine dell’estate ci ha regalato delle magnifiche giornate di sole. I colori della città si sono accesi regalando alle rive dell’Avon un fascino intimo e festoso insieme: una birra seduti davanti all’acqua, dietro di noi le vampe degli alberi infuocati di sole e d’autunno, sull’altra sponda le casette colorate che aspettano in fila, pazientemente.
Un’altra bella sorpresa è arrivata dentro l’email scritta da un’amica che non sentivo da diciassette anni (mese più, mese meno). Ha trovato il mio nome in rete e mi ha ricontattato, facendomi un enorme piacere: grazie Ester!
E adesso il dilemma del secolo: la pronuncia della lingua inglese. Cavolo, anni di inglese a scuola per poi scoprire che gli inglesi non sanno scrivere ciò che dicono e non sanno pronunciare ciò che scrivono!!! Due esempi per tutti: le parole queue, cue e kew si pronunciano esattamente allo stesso modo: “chiù”. Il verbo to read si legge “riid” se è al presente, ma “red” se è al passato… solo che si scrive allo stesso modo. Non esistono regole fonetiche esatte e anche loro sbagliano molto spesso… alla faccia di chi sostiene che l’inglese è una lingua semplice!
Dopo essere stati a Tintagel, il luogo di nascita del leggendario Re Artù, non potevamo farci mancare una visita a Glastonbury, dove si dice che il suddetto sovrano sia stato sepolto. Così ci siamo messi in macchina e, dopo una serie di anguste stradelle di campagna (maledetto GPS), siamo alfine giunti nella magica cittadina… e non ho scritto “magica” a caso!
Oltre al luogo di sepoltura di Re Artù ci sono infatti altre meraviglie, inclusi i “cerchi nel grano” che compaiono spesso proprio in quella zona.
Per non fare subito il pieno di energie cosmiche, ci siamo diretti al caratteristico Museo della vita rurale
ricavato da una vecchia fattoria – ia-ia-o – situata al margine del paese. L’edificio è molto gradevole e al suo interno ci sono delle sale a tema (la cucina, come si lavavano i panni, la scuola, ecc…) corredate da oggetti dei primi anni del Novecento rinvenuti in quella casa. Si passa poi alla spiegazione di come arare i campi e seminare, si vedono le prime macchine agricole e… come in ogni buon museo della vita rurale, la visita non poteva che raggiungere il climax nell’aia! Da lì abbiamo visitato il granaio e il frutteto, dove due capre si rilassavano in compagnia di alcune galline.
Per passare dalle stalle alle stelle, siamo andati a visitare il Chalice Well, l’ancestrale pozzo sacro da cui sgorga acqua rossa, da sempre ritenuto un importantissimo luogo di culto. Per sottolineare questo aspetto di sacralità, intorno al pozzo hanno costruito un giardino “per favorire la meditazione”, ovviamente con ingresso a pagamento: così qualcuno pensa al misticismo e qualcun altro a portare a casa lo stipendio. Il parco è provvisto di panchine per meditare, di piscinette per immergersi nell’acqua miracolosa e di una fontanella dalla quale si può attingere il liquido taumaturgico. Ovviamente ho voluto provare: l’acqua sarà pure magica, ma il suo sapore ferroso potrebbe non risultare gradevole durante i pasti. Più in alto c’è il pozzo vero e proprio, al quale si possono lasciare omaggi floreali o qualche offerta di frutta. Sporadicamente incontravamo altre persone che esprimevano la propria fede nel culto delle acque lavando la frutta o le foto dei propri cari con l’acqua rossa, o semplicemente baciando gli alberi del parco, che – essendo l’ingresso a pagamento – devono essere sicuramente più speciali degli altri. Ironia a parte, evidentemente c’è chi ha bisogno anche di questo.
Dopo una breve sosta nel negozio di souvenir ci siamo incamminati alla volta dell’antica Cattedrale, proprio quella dove è sepolto Re Artù… ma siamo arrivati proprio al momento della chiusura (doh!). Nonostante non fosse possibile vedere l’eterna dimora del sovrano, una signorina ci ha affabilmente invitato nel negozio di souvenir (anche lì!) che magicamente restava aperto un po’ più a lungo ![]()
Tornando alla macchina abbiamo notato che l’80% delle attività commerciali di Glastonbury sono negozi new age nelle cui vetrine si pubblicizzano corsi di taiji, yoga, cristalloterapia, meditazioni di ogni tipo, ufologia e altre tecniche “energetiche”. Insomma la magia del pozzo sacro continua a portare grandi benefici anche ai giorni nostri!
Tratto da The Economist, 5 Settembre 2008:
“Nel Luglio 2001 Silvio Berlusconi, allora primo ministro Italiano, ha intentato una causa in Italia dichiarando che The Economist lo avrebbe diffamato nel suo articolo “Una Storia Italiana“, che è apparso nel nostro numero del 26 Aprile 2001. La copertina era intitolata: “Perché Silvio Berlusconi è inadatto a governare l’Italia”.
Siamo lieti di annunciare che la Corte di Milano ha emesso una sentenza rifiutando tutte le rivendicazioni di Mr Berlusconi ed esigendo da lui un pagamento per i costi a The Economist.
L’intera sentenza, in Italiano, è disponibile qui.
The Economist non farà ulteriori commenti. Mr Berlusconi è ancora una volta primo ministro Italiano”.
Ecco il link ai commenti sull’articolo: click qui.
Dopo quasi quindici anni, venerdì scorso sono finalmente tornato a Londra. Certo che era ora: ho passato sette mesi in Inghilterra e ancora non ci avevo messo piede! Come una freccia, l’autobus mi ha portato dritto nel cuore del cuore del Regno Unito: a Victoria Station Alessandra e Giovanni mi stavano aspettando; loro erano partiti la mattina per vedere il Fan Museum a Greenwich.
Ci siamo presi una pizza passabile (che qui in Inghilterra è un complimento) e abbiamo camminato fino all’ostello, attraversando Carnaby Street e Soho, senza farci mancare una sbirciatina al Big Ben illuminato.
L’ostello… preferisco tacere i particolari… ma almeno era economico
e non ci è dispiaciuto troppo lasciare la stanza sabato mattina! Ci siamo diretti al Victoria and Albert Museum: Ale non voleva perdersi la mostra sulle Supremes, mentre io e Giovanni abbiamo preferito aggirarci tra le collezioni di “arti minori” giapponesi, cinesi e del Medio Oriente, apprezzando la sensazione di essere circondati da “cose belle”. Ovviamente non abbiamo visto che una minima parte del museo, ma dovevamo assolutamente tornare a Bristol nel primo pomeriggio, quindi tutti nel tube e poi nel bus fino a casa! E’ stata l’ultima giornata di sole pieno, il parco di The Downs odorava di fumo di barbecue e faceva caldo: abbiamo pure visto la prima zanzara! Ci stavamo già dimenticando come sono fatte… ad ogni modo oggi l’acqua ha ripreso a bagnare i raggi del sole e il vento a soffiare, per ricordarci che, con o senza zanzare, siamo comunque in Inghilterra.
Settembre mi ha sempre messo dentro una strana sensazione di cose che ricominciano, un entusiasmo reso amarognolo dall’arrivo dell’autunno. E’ il mese in cui riprendono le attività, in cui ci si scrolla di dosso l’inerzia estiva e ci si rimboccano le maniche, con un sacco di buoni propositi che molto probabilmente rimarranno tali ma almeno ci fanno sentire bene. Sentendoci solidali con i bambini che tornano a scuola, io e Ale ci siamo cimentati nelle terribili divisioni in colonna… per scoprire che non le sapevamo più fare!!! Certo che dalla quinta elementare ne è passato di tempo, ma le divisioni sono una di quelle cose che si danno per scontate, quando magari non lo sono affatto… e anche cercando su internet non è facile trovare l’algoritmo giusto: tutti giurano di saperle fare ma nessuno dice come
e questo ci conforta un poco. Adesso comunque abbiamo rimediato a questa grave (!!!) lacuna e le quattro operazioni non hanno più segreti.