Elogio dell’immigrato
January 26, 2009 Uncategorized No CommentsIeri lo Herald Tribune ha pubblicato un articolo sulle proteste degli immigrati a Lampedusa: link.
Il giornalista conclude con “The conservative government of Prime Minister Silvio Berlusconi has been cracking down on immigration, which many Italians link to crime“.
Da immigrato, mi sento indignato di essere associato ad un criminale.
Sono venuto in Inghilterra per lavorare, pago le tasse e pure il canone della TV (cosa che probabilmente molti inglesi non fanno…).
Se qualche immigrato finisce per fare il criminale, la colpa è casomai del Paese che lo “ospita” e che non sa fornire delle opportunità di inserimento.
Gli immigrati sono persone che uno Stato dovrebbe “far fruttare” e non “sfruttare”, perché non esiste nessuno più volenteroso di lavorare sodo e bene di chi lascia il proprio paese per costruirsi una vita migliore.
Non c’è nessuno con così tanti buoni propositi e aspettative, con così tanta voglia di ricominciare nel modo migliore, dell’immigrato.
Nessuno ha un’energia tale da fargli superare la nostalgia delle persone lontane; è come il primo giorno di scuola per un bambino, con l’euforia della novità e – talvolta – l’amarezza per la severità del maestro.
Le grandi Nazioni (beh, forse a parte la Cina) sono progrediti grazie all’immigrazione, all’energia di queste persone. L’Italia invece li rimanda a casa, che tutto sommato è un’alternativa molto migliore allo sfruttamento selvaggio che normalmente viene riservato a chi non ha diritti: in economia sarebbe un palese investimento mancato.
A volte penso che noi esseri umani, in questo mondo, siamo ancora lontani dalla civiltà.


