Elogio dell’immigrato

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Ieri lo Herald Tribune ha pubblicato un articolo sulle proteste degli immigrati a Lampedusa: link.
Il giornalista conclude con “The conservative government of Prime Minister Silvio Berlusconi has been cracking down on immigration, which many Italians link to crime“.

Da immigrato, mi sento indignato di essere associato ad un criminale.

Sono venuto in Inghilterra per lavorare, pago le tasse e pure il canone della TV (cosa che probabilmente molti inglesi non fanno…).
Se qualche immigrato finisce per fare il criminale, la colpa è casomai del Paese che lo “ospita” e che non sa fornire delle opportunità di inserimento.

Gli immigrati sono persone che uno Stato dovrebbe “far fruttare” e non “sfruttare”, perché non esiste nessuno più volenteroso di lavorare sodo e bene di chi lascia il proprio paese per costruirsi una vita migliore.
Non c’è nessuno con così tanti buoni propositi e aspettative, con così tanta voglia di ricominciare nel modo migliore, dell’immigrato.
Nessuno ha un’energia tale da fargli superare la nostalgia delle persone lontane; è come il primo giorno di scuola per un bambino, con l’euforia della novità e – talvolta – l’amarezza per la severità del maestro.

Le grandi Nazioni (beh, forse a parte la Cina) sono progrediti grazie all’immigrazione, all’energia di queste persone. L’Italia invece li rimanda a casa, che tutto sommato è un’alternativa molto migliore allo sfruttamento selvaggio che normalmente viene riservato a chi non ha diritti: in economia sarebbe un palese investimento mancato.

A volte penso che noi esseri umani, in questo mondo, siamo ancora lontani dalla civiltà.

migration

Il tivù-color

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L’azienda per cui lavoro produce dispositivi embedded per codificare, trasmettere, ricevere e decodificare video ad alta definizione su reti wireless.

Chiaro no?

Una cosa tecnologica insomma, a cui ovviamente non si può assolutamente rinunciare. Al fine di progettare cotali maraviglie utilizziamo potenti elaboratori di segnali, avanzati microprocessori, raffinati oscilloscopi e analizzatori logici, complessi modelli di simulazione, monitor ad alta definizione e tante altre amenità tecnico-scientifiche.

Per sentirci anche noi all’avanguardia – sarebbe riduttivo dire “al passo coi tempi” – nel nostro piccolo mondo domestico abbiamo acquistato la prima TV. Ma non una tv qualunque, bensì un bellissimo tivù-color!!!

tivucolor

Con questo miracolo della tecnologia, pagato ben due sterline ma dal valore inestimabile, anche noi possiamo godere l’emozione dei tornei nazionali di freccette, delle macabre fiction inglesi e dei simpsons in lingua originale. Inoltre la sua lucente antenna circolare, come un’aureola, emana una protezione benefica a tutta la casa. Eh sì, ci mancano solo le stimmate al nostro beato tivù-color!

E un telecomando funzionante.